Descrizione
Cosa troverai nel corso
- L’IA non è un motore di ricerca: ti spieghiamo la differenza tra strumenti a “memoria congelata” e strumenti che cercano davvero sul web.
- I cinque strumenti più usati: ChatGPT, Claude, Gemini, Perplexity e Copilot, con i punti di forza di ciascuno e le differenze tra versione gratuita e a pagamento.
- Nove situazioni di lavoro reali: scrivere testi e comunicazioni, cercare dati aggiornati, riassumere documenti lunghi, creare immagini, scrivere codice e “vibe coding”, lavorare dentro Office o Google, preparare materiale organizzativo, assistenza clienti e brainstorming. Per ognuna ti indichiamo lo strumento più adatto e un esempio di come chiedere bene. Per scrivere richieste davvero efficaci c’è il corso Come usare l’intelligenza artificiale.
- Più strumenti in sequenza: come combinarli per ottenere risultati migliori.
- Agenti e automazioni: che cosa sono e perché richiedono più supervisione da parte tua.
- Le allucinazioni dell’IA: perché la verifica non è mai facoltativa.
- I sette falsi miti più comuni: le convinzioni sbagliate sull’intelligenza artificiale da lasciarti alle spalle.
- Le quattro domande per scegliere: cosa chiederti ogni volta per individuare lo strumento giusto.
- Quando non usare l’IA: decisioni che riguardano le persone, comunicazioni delicate, responsabilità dirette e contesto aziendale specifico. Le regole per un uso corretto e conforme all’AI Act le trovi nel corso Formazione obbligatoria AI Act.
Competenze che acquisirai:
Quando avrai completato il corso, sarai in grado di:
- Scegliere lo strumento di IA più adatto a ogni compito, invece del più conosciuto.
- Distinguere gli strumenti che generano dalla propria memoria da quelli che cercano sul web.
- Formulare richieste chiare e specifiche per ottenere risultati quasi pronti all’uso.
- Riconoscere le allucinazioni e verificare dati, citazioni e numeri prima di usarli.
- Combinare più strumenti in sequenza per i compiti più complessi.
- Capire che cosa sono gli agenti e usarli con la giusta supervisione.
- Riconoscere i casi in cui non affidarti all’IA e mantenere la responsabilità del risultato.
- Proteggere dati personali e riservati, anonimizzandoli prima di incollarli in uno strumento.







